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sabato 15 dicembre 2012

Leggenda del panettone e del pandoro


La leggenda del Panettone



Si narra che alla vigilia di Natale, nella corte del Duca Ludovico il Moro, Signore di Milano, si tenne un gran pranzo.
Per quell’occasione il capo della cucina aveva predisposto un dolce particolare, degno di chiudere con successo il fastoso banchetto. Accortosi che il dolce era bruciato durante la cottura, il panico colse l'intera cucina. Per rimediare alla mancanza, uno sguattero della cucina, detto Toni, propose un dolce che aveva preparato per sé, usando degli ingredienti che aveva trovato a disposizione tra gli avanzi della precedente preparazione.
Il capo cuoco, non avendo altro da scegliere, decise di rischiare il tutto per tutto, servendo l'unico dolce che aveva a disposizione. Un "pane dolce" inconsueto fu presentato agli invitati del Duca, profumato di frutta candita e burro, con una cupola ben brunita, fu accolto da fragorosi applausi e, in un istante, andò a ruba. Un coro di lodi si levò unanime e gli ospiti chiesero al padrone di conoscere il nome e l’autore di questo straordinario pane dolce. Toni si fece avanti dicendo di non avergli ancora dato nessun nome.
Il Duca allora lo battezzò con il nome del suo creatore e da quel momento tutti mangiano e festeggiano con il "pan del Toni", ossia il panettone, famoso ormai in tutto il mondo.

                                            Storia del Pandoro


Oggi il Pandoro contende la leadership del dolce natalizio al meneghino Panettone. È sicuramente divenuto, a detta di molti, il dolce di Natale per antonomasia. Il suo nome deriva, molto probabilmente, dal caratteristico colore giallo oro del suo impasto.
Del Pandoro si comincia ad aver traccia verso la fine dell’800, anche se notizie sulla sua leggenda hanno origini molto lontane. Se i più incalliti esterofili lo fanno il parente italiano della nobile brioche francese (nobile perché per più di 300 anni è stato il dessert delle corti d’oltralpe), di certo è che la sua origine è tutta veneta e molto probabilmente rinascimentale. Sembra infatti, che nelle aristocratiche cucine della Repubblica Veneta del ‘700 si producesse un dolce a forma conica chiamato “Pan de Oro”. Gli amanti e nostalgici del Regno Austroungarico di Franz Josef sostengono a loro volta che l’origine del Pandoro non sia altro che la rivisitazione del “Pane di Vienna”. Forse, fra le varie versioni della nascita del biondo Pandoro, la più attendibile è quella austroungarica. Infatti, nel 1800 i pasticceri più rinomati, sopratutto nel lombardo-veneto, erano quelli austriaci. Tant’è che nella nostra città ve ne era un numero considerevole nelle pasticcerie del centro cittadino. Molto probabilmente i raffinati pasticceri viennesi avevano conosciuto il “Nadalin”, un dolce a forma di stella che veniva consumato appunto a Natale. Il suo aspetto era, come abbiamo già detto, a forma di stella, decorato nella parte superiore con dadetti di dolce secco, zucchero, pinoli e liquore all’anice.
Quindi grazie un po’ alla leggenda, grazie un po’ alla realtà, sta di fatto che il Pandoro troneggia sul desco di tutte le famiglie veronesi, e del resto d’Italia, nella festa più bella dell’anno: il Natale.
Personalmente piace il pandoro e voi? Cosa vi preferite, il panettone o il pandoro?

1 commento:

  1. belle queste storie vero ? pensa che le volevo mettere anche io .... ora le cerco.
    baci baci

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